Artista Stefano Mingione

BIOGRAFIA

STEFANO MINGIONE

Pittura • Scultura • Disegno • Design

Ho sempre pensato che scrivere in prima persona del proprio lavoro sarebbe stato un atto di presunzione, poiché nel praticare questa disciplina, non si può che finire a parlar bene di se. Sempre, per 40 anni del mio impegno, ogni volta in cui mi trovavo ad ascoltare da vicino o attraverso vari media altri artisti elogiarsi aulicamente,  avevo una contrazione asfittica della mia ulcera sopita. Ebbene, si vede che anche per me è arrivato il momento di acuire malanni altrui. Lo faro dal mio pc, sul mio word (copia in prestito) dal tavolo che guarda verso l’esterno del mio patio, proprio come nel dipinto “Dalla sala”. Lo farò senza false modestie, con l’intento di non essere retorico ma con la certezza di non poterne fare a meno. Oltretutto, incastrato su di una semipoltrona girevole, infagottato di cuscini e quindi assai imbarbarito, per via di un ernia alla settima vertebra, assolutamente inattesa.
Le opere qui pubblicate  le ho realizzate più o meno nell’arco degli ultimi dieci anni, non le ho catalogate per genere o per anno, ma cercando di poterne ottenere un transito verbale, una narrazione utile alla lettura, come fosse un racconto, come il visitatore stesse al mio fianco ed io potessi facilitarne la comprensione.
La prima tela, un paio di metri circa, appunto “Dalla sala” è in quella posizione di avanguardia perché è uno dei primi lavori realizzati da quando mi sono trasferito in questa casa nella Sabina Romana,  dopo 50 anni di cittadinanza in Roma.
Allora vivevo da solo e qualche cane rimorchiato al mio arrivo. È piena estate, la luce viene da destra ed è mattino, il sole sorge proprio da lì. Sulla tavola un piatto con dei frutti locali, intorno due sedie, una con dei panni ad asciugare, l’altra vuota è quella dove normalmente mi sedevo, questa, appare essere protagonista dell’immagine come attendesse qualcuno a prenderne possesso, ed è rivolta in direzione ovest; oltrepassa le colline ad Ulivi, Cerase e Peschi, inoltrandosi verso occidente, Roma già tumultuosa, per finire su di una riva Tirrenica ancora non risvegliata dai clamori Ferragostani. Sulla colonnina del quadro in primo piano e la bordatura alta ed a destra appaiono subito alcuni motivi che si ritrovano spesso nelle mie pitture. Sono decorazioni istintive, residuo conscio di studi e visioni d’altri luoghi, raramente visitati.